caffè e cinema: miglior attore non protagonista…il caffè!

a quante persone è capitato durante la proiezione di un film al cinema di avere voglia di un caffè? certo, l’intervallo è il momento propizio per soddisfare i propri piaceri della gola, ma il merito di questo desiderio è dettato anche dal ruolo occupato dal caffè nella cinematografia internazionale. sono tantissimi, infatti, i film in cui grandi tazze fumanti vengono sorseggiate dagli attori, spingendo di conseguenza gli spettatori a fare altrettanto. in ombre rosse (1939), considerato il più celebre film western della storia del cinema, grazie anche alla presenza nel cast di john wayne, il caffè è consumato per smaltire una sbornia. in generale, in molti western a stelle e strisce, i cowboy sono soliti sorseggiare un caffè di fronte a un falò, al calar del sole, oppure alle prime ore del mattino, come i cavalieri del nord ovest (1949), in cui lo stesso wayne lo sorseggia in compagnia a fort apache. in un dollaro d’onore, del 1959 con l’onnipresente duke e dean martin, il caffè è bevuto al posto del whisky. per non parlare di balla coi lupi, capolavoro del 1990 diretto, prodotto e interpretato da kevin kostner, vincitore di 7 premi oscar, nel quale il protagonista utilizza il caffè come mezzo di scambio con gli indiani sioux. e casablanca? nel kolossal statunitense del 1942, imperniato su attori del calibro di humphrey bogart e ingrid bergman, l’attrice rimpiange il caffè di un bar a lei caro. nemmeno il maestro del brivido alfred hitchcock, nel suo thriller psicologico vertigo (1958), potè fare a meno di inserire il caffè in un suo film, aggiungendovi del veleno e trasformando questa bevanda in arma del delitto. inoltre, in a qualcuno piace caldo, pellicola del 1959 diretta da billy wilder, l’epoca del protezionismo emerge in tutta la sua durezza con le bevande vietate servite nelle tazzine da caffè.

in italia, il caffè ha accompagnato molte commedie di antonio de curtis, in arte totò. da i due marescialli (1961) a totò terzo uomo (1951), da la banda degli onesti (1956)a i tartassati (1959), per finire con sua eccellenza si fermò a mangiare (1961). nel neorealismo, la moka è utilizzata spesso e volentieri per ottenere una bevanda profumata e corposa. un decennio più tardi, in venga a prendere il caffè da noi (1970), film con ugo tognazzi diretto da alberto lattuada, il caffè è un must.

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