il caffè è oggetto di studi

ultimamente sono cresciuti a livello esponenziale gli studi scientifici che hanno come oggetto il caffè. il motivo è facilmente spiegabile, si tratta infatti di una delle bevande più consumate in tutto il mondo. c’è chi lo sorseggia al mattino, chi durante una pausa lavorativa, alcuni dopo pranzo e altri al termine della cena. tutti, comunque, sono consapevoli di come il caffè segni in modo netto alcuni momenti della giornata. andiamo ora a conoscere l’esito di alcune interessanti ricerche scientifiche a carattere internazionale.

in giappone è stato recentemente pubblicato uno studio epidemiologico relativo al rapporto tra il consumo di caffè e il rischio di contrarre la demenza. a tal riguardo, è stato individuato un campione di 23.091 soggetti di età uguale o superiore ai 65 anni tra gli abitanti di ohsaki, città del giappone nord orientale. di questi, sono state analizzate le risposte al sondaggio date da 13.137 persone che hanno dato il consenso ai fini della ricerca. in generale, il consumo di caffè è significativamente associato con un minor rischio di demenza. questa significativa associazione inversa è stata più notevole tra le donne,tra i non fumatori e i non bevitori.

inoltre, negli ultimi dieci anni le food regulation authorities hanno stabilito che il caffè non è dannoso se consumato a livelli di 200 mg in una sola seduta (circa 2½ tazze di caffè) o 400 mg al giorno (circa 5 tazze di caffè). inoltre, la caffeina ha molte azioni positive sul cervello: può aumentare la concentrazione e il benessere, migliorare l’umore e limitare la depressione. certo, la caffeina può disturbare il sonno, ma solo in individui sensibili. può anche aumentare l’ansia in un piccolo sottogruppo di persone particolarmente portate, ma non sembra portare a dipendenza, anche se una piccola quantità di persone sperimentano sintomi di astinenza. la caffeina può potenziare l’effetto dei normali farmaci analgesici per combattere mal di testa ed emicrania e a lungo andare il consumo di caffè è stato associato con la prevenzione del declino cognitivo e la riduzione del rischio di sviluppare ictus, il morbo di parkinson e il morbo di alzheimer.

in questo modo, il caffè o una dose giornaliera di caffeina possono essere parte di una dieta equilibrata sana e il loro consumo non deve essere fermato in persone anziane, come proposto da alcuni medici.

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